ADDIO A LIVIO BERRUTI, IL CAMPIONE CHE GAREGGIAVA CON I GATTI A STROPPIANA.
di Massimo Iaretti
Livio Berruti, campione olimpico a Roma 1960 sui 200 metri piani, se n’è andato a 87 anni. Lascia un vuoto nello sport italiano e in tutti coloro che lo hanno conosciuto nello sport, nella vita e nel lavoro.
Con il Vercellese, pur nato a Torino, aveva un legame familiare, in particolare con Stroppiana, come, disse in una serata organizzata da Campagna Amica di Vercelli, dove aveva imparato a correre veloce gareggiando con i gatti. Berutti, infatti, aveva raccolto l’invito dell’allora direttore della Coldiretti di Vercelli e Biella Andrea Desana (correvano i primi anni zero del nuovo millennio) di fare da ambasciatore dei prodotti del territorio assieme ad altri olimpionici. E proprio in quella occasione, sedevo proprio davanti a lui, fu protagonista di uno scatto felino a tavola: rimbrottato dalla moglie Silvia di non mangiare troppo, in un momento di distrazione della signora che parlava con la vicina, gli venne allungata una bella porzione di panissa da un giornalista suo amico e mi fece cenno di tacere. Cosa che ho fatto sino ad oggi. Ma a parte questo episodio curioso, va pianto e ricordato il Campione, lo Sportivo, l’Uomo, tutte parole con la lettera maiuscola perché la sua è stata una vita scritta con la maiuscola. Come quell’indimenticabile ed imperitura vittoria a Roma 1960.








