Vercelli, la prevenzione femminile entra in carcere
La prevenzione è un diritto di tutte le donne, senza eccezioni. Questo punto fermo ha
costituito la base di un evento importante che ha visto coinvolte l’ASL Vercelli e
l’Amministrazione penitenziaria. Nei giorni scorsi, presso la Casa Circondariale di Vercelli,
si è svolta una importante giornata dedicata alla prevenzione ginecologica, grazie a
“Prevenzione Serena”, il progetto di screening per il tumore della cervice uterina promosso
dalla Regione Piemonte.
L’incontro, realizzato grazie alla presenza della Coordinatrice della Sanità Penitenziaria,
dottoressa Valeria De Luca Cozzolino; della Coordinatrice Ostetrica dottoressa Caterina
Silvestro e della professoressa Libera Troìa, Direttore SCDU Ostetricia e Ginecologia
dell’ASL Vercelli, ha rappresentato un prezioso momento di informazione e confronto.
Le donne detenute hanno partecipato attivamente con domande e curiosità, dimostrando
grande interesse: molte di loro hanno scelto di aderire allo screening effettuando HPV-test
o Pap-test e visita ginecologica.
«Portare la prevenzione anche in contesti complessi come quello penitenziario -commenta
il Direttore Generale Marco Ricci- è un segno concreto di attenzione all’equità e al diritto
alla salute per tutti. Queste iniziative dimostrano quanto sia fondamentale avvicinare i
servizi sanitari alle persone».
L’esito positivo non sarebbe stato possibile senza il sostegno del dottor Francesco
Mancuso responsabile della Sanità Penitenziaria; della dottoressa Mariarosa Sicuranza,
del dottor Benedetto Francese e del dottor Francesco Groppi. Fondamentale è stata poi la
collaborazione del Direttore della Casa Circondariale dottor Giovanni Rempiccia, del
Commissario Capo della Polizia Penitenziaria Luca De Santis e della dottoressa Valeria
Climaco, Capo Area Trattamentale.








