Varallo Sesia, riflessione di Giancarlo Locarni sulla chiusura degli Alpaa
di Giancarlo Locarni
Cari amici, cittadini, operatori economici, amministratori e tutti coloro che amano e vivono la Valsesia, mi rivolgo a voi non come “attore politico”, né come rappresentante di alcuna parte o associazione, ma semplicemente come una persona che da oltre trentacinque anni lavora quotidianamente in questa valle, tra le sue montagne, i suoi paesi e le sue imprese. Ho visto nascere, crescere e trasformarsi tante realtà, e per questo sento il dovere di esprimere, con rispetto e con il cuore, il mio pensiero sulla notizia della chiusura dell’Alpàa a Varallo Sesia. La scomparsa di questa manifestazione non è soltanto un problema di Varallo. È una ferita per l’intera Valsesia. Da sempre l’Alpàa non è stata solo una fiera di paese: è stata – e spero torni presto a essere – un appuntamento che ha portato beneficio a tutta la valle. Artigiani, produttori, albergatori, ristoratori, guide, commercianti di ogni comune, dal Sesia fino alle frazioni più alte, hanno trovato in quei giorni un’occasione concreta di visibilità, di scambio e di economia. Chi veniva a Varallo per l’Alpàa spesso proseguiva la visita a Rassa, a Alagna, a Scopello, a Cervatto, a Fobello o a Rimella. Era un volano che faceva girare l’intera ruota della nostra terra. Oggi, proprio nell’anno in cui l’Alpàa avrebbe dovuto celebrare il suo 50° anniversario, sarebbe stato il momento più bello per festeggiare insieme mezzo secolo di storia condivisa. Invece ci troviamo a parlare di chiusura. E proprio per questo ritengo che la parola d’ordine di oggi non possa essere altra che sinergia. Dobbiamo chiudere in una scatola, metterla in un armadio e dimenticarcela in un posto lontano tutte le antipatie personali, le contrapposizioni politiche, le gelosie di campanile e le piccole rivalità che, purtroppo, talvolta hanno accompagnato la vita della nostra valle. Non è più tempo di divisioni. È tempo di remare tutti nella stessa direzione, con umiltà e con intelligenza, per ridare vita a questa manifestazione. Sindaci, Pro Loco, associazioni di categoria, imprenditori, volontari, semplici cittadini: tutti abbiamo un pezzo di responsabilità e tutti possiamo portare un mattone per ricostruire. L’Alpàa non appartiene a un solo comune o a un solo gruppo: appartiene alla Valsesia intera. E la Valsesia intera ha bisogno che torni a splendere, proprio nel suo cinquantesimo compleanno. Chiedo quindi, con la semplicità di chi ha lavorato una vita tra queste montagne, che si apra un tavolo vero, concreto, senza pregiudizi, dove ciascuno metta sul piatto le proprie competenze e la propria buona volontà. Solo così potremo trasformare una brutta notizia in un’occasione di rinascita. Perché la Valsesia, quando decide di fare squadra, è imbattibile. Con affetto e con speranza, un lavoratore della Valsesia da oltre 35 anni.
Nella foto il concerto di Clara nell’edizione 2024 di Alpaa sotto una pioggia battente








