“La competizione che aiuta a crescere”: la soddisfazione di William Rossi a fine stagione

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Intervista al preparatore dei portieri del Novara calcio a 5

di Davide Pasca

DP: Il bilancio tecnico: “Terminata la stagione, è tempo di bilanci: se dovessi guardare indietro, qual è stata la sfida più grande che hai affrontato con il tuo reparto quest’anno e quanto sei soddisfatto del percorso fatto?”

WR: “Quella appena finita è stata una stagione di alti e bassi purtroppo per vari problemi di infortuni anche gravi ma che capitano e quest’anno sono capitati a noi ma abbiamo saputo reagire da squadra e di questo devo ringraziare gli sforzi dei giocatori che hanno messo la società e la maglia davanti a tutto,
Il problema più grande è stato riuscire a dare minutaggio a tutti perché ho avuto la fortuna di avere portieri già pronti anche per categorie più alti.”

DP: L’evoluzione del gruppo: “C’è un abisso tra il primo giorno di preparazione e oggi. Qual è l’aspetto — tecnico o mentale — in cui i ragazzi ti hanno stupito di più per capacità di apprendimento e quale senti sia diventato il loro vero ‘marchio di fabbrica’?. In breve, sei soddisfatto di loro?”

WR: “Il reparto dei portieri quest’anno è stato rinforzato dalla società e questo ha creato ancor più competizione all’interno della squadra, ma la competizione interna favorisce la crescita del singolo e aiuta il lavoro del mister sotto l’aspetto mentale che per i portieri è fondamentale e credo che il miglior risultato ottenuto quest’anno sia stato proprio quello mentale.
La mia soddisfazione più grande dipende dalle loro parate e quest’ anno ne ho viste parecchie di ottima fattura quindi sono soddisfatto sia della crescita che del risultato che abbiamo ottenuto insieme.”

DP: Dietro le quinte (Il lavoro duro): “Ogni preparatore ha il suo ‘metodo della sofferenza’. Qual è l’esercizio che fa sbuffare i tuoi portieri appena tiri fuori i cinesini, ma che entrambi sapete essere quello che salva il risultato il lunedì?”

WR: “Più dei cinesini a dar fastidio negli allenamenti c’è la scaletta che è sottovalutata e vista male dai portieri perché non si lavora dentro la porta, ma nel mio lavoro è fondamentale se usata bene, serve per dare rapidità alle gambe equilibrio a tutto il corpo e tiene l’attenzione allenata nei tre step interni all’esercizio.”

DP: Filosofia del ruolo: “Parata d’istinto o posizionamento perfetto: cosa ti dà più soddisfazione vedere durante un match?”

WR: “Io posso allenare il posizionamento del corpo e degli arti, ed è questo quello che chiedo e correggo ai miei portieri, perché la parata d’istinto lo dice la parola stessa è istinto e l’istinto è difficile da allenare,si si possono allenare i riflessi in vari modi e si possono ripetere varie situazioni di gioco per accelerare il meccanismo del cervello di riconoscimento, risoluzione ed esecuzione ma più di tanto non si può fare ,quella è una dote della natura ,quindi rispondendo alla domanda, per me è più importante e mi dà soddisfazione il posizionamento anche perché senza il posizionamento l’istinto serve a poco.”

DP: Prospettive e giovani: “Guardando al potenziale che hai tra le mani, chi tra loro vedi già pronto per palcoscenici più importanti e chi invece ha le doti caratteriali per diventare una bandiera inamovibile di questa società?”

WR: “WR: “Ho imparato negli anni che molte promesse finiscono nel dimenticatoio e altri che invece sembravano meno pronti all’inizio sono risultati fondamentali dopo, quindi non mi esprimo sui miei portieri, spetta a loro dimostrare prima di tutto a se stessi che possono sempre migliorarsi con la costanza e la determinazione che deve avere un professionista mettendo da parte anche la vita privata a volte e magari ma è solo un piccolo esempio festeggiando il proprio compleanno in campo a sudare con i compagni piuttosto che a far festa con la famiglia e gli amici.”

DP: Il futuro personale: “Hai lavorato tanto sulla crescita degli altri: quali sono invece i tuoi obiettivi personali? Dove vuole arrivare il tuo percorso come preparatore e cosa cerchi ancora di imparare ogni giorno sul campo?”

WR: “La stessa risposta di prima potrei darla sul mio futuro, nel calcio cambia tutto in un attimo ma certamente il mio desiderio è quello di restare in questa società con un presidente vero come ce ne sono pochi.
I due Mister Arezzi e Parise con cui avevo già condiviso esperienze bellissime nella Nazionale FIFS disputando due mondiali, siamo una squadra che nonostante sia nata da appena due anni ha già ottenuto una promozione l’anno scorso dominando il campionato ed ha sfiorato i play off quest’anno nonostante le mille difficoltà ma le cose perfette si creano pian piano con il lavoro e il sacrificio,siamo in buone mani dirigenziali e ci sono progetti importanti all’orizzonte quindi io di sicuro non cerco altre squadre. “