Caso Pozzolo, quel ‘Tiro al piccione’ mediatico ingiustificato
di Massimo Iaretti
E’ doverosa una premessa: non sono un seguace del Generale Vannacci, non sono iscritto né votante di Futuro Nazionale, partito in costituzione del quale ci sono alcuni fondamenti dai quali mi discosto nettamente. Conosco Emanuele Pozzolo per motivi professionali: l’ho intervistato una volta poco prima della nascita e della sua adesione a Futuro Nazionale. E’ stato un colloquio franco, diretto, cordiale, pur nella differenza di ideee di ruoli. Ed è stata intervista nella quale, volutamente, non avevo toccato l’episodio del Capodanno 2025 per il quale già si era parlato e si era scritto. Quanto accaduto lo scorso 2 giugno, però, dal punto di vista della ‘cucina’ della notizia, soprattutto da parte dei quotidiani nazionali mi porge qualche interrogativo, come sempre avviene in casi del genere. Nei confronti di Pozzolo si è verificato un vero e proprio ‘Tiro al Piccione’ – ogni riferimento al romanzo di Giose Romanelli ed al film, tra l’altro ambientato anche a Vercelli, di Giuliano Montaldo, NON è puramente casuale – con un rinvangare l’episodio di Capodanno e quant’altro. Mi domando soltanto, e non per fare una difesa d’ufficio di Pozzolo, peraltro mai richiesta e non richiesta, se qualcuno è andato a verificare come fossero le condizioni meteo quel giorno. In un’altra parte del Piemonte, per fortuna soltanto lambita, ma per poco, dai temporali, ho preso l’auto e sono andato dove c’era meno possibilità di incontrare vento forte, acqua e grandine ma lo spettacolo che, anche ad occhio, si vedeva sul Piemonte Nord Occidentale era davvero spaventoso. Premesso questo una domanda me la pongo: come mai sono venute alla luce le generalità di Pozzolo sulla presunta irregolarità nel tasso alcolemico, quando tutti i rapporti di polizia, carabinieri, guardia di finanza, guardia costiera, polizia locale, quando viene arrestato o denunciato qualcuno nei loro comunicati mantengono – salvo casi eccezionali ed espressamente autorizzati dalla Magistratura – il riservo sul nome dell’indagato o dell’arrestato con la dizione che il procedimento. E gli organi di informazione seguono questa indicazione. In questo caso, invece, questa cautela, doverosa, per un deputato della Repubblica, non ci sarebbe stata. A questo punto, gogna mediatica per gogna mediatica, sarebbe doveroso pubblicare tutti coloro che superano il limite di 0,5. E ci sarebbero sicuramente delle sorprese … Chi è senza peccato scagli la prima pietra, ha detto Qualcuno molto più importante del sottoscritto. E così sia.








