Vercelli ‘tappa’ del Piano Alfa
Il piano A.L.Fa. arriva a Vercelli, provincia che tiene insieme agricoltura specializzata nella risicoltura e un’industria fortemente settoriale. È dalla sede della Provincia che Elena Chiorino, vicepresidente e assessore al Lavoro della Regione Piemonte, accompagnata dal presidente della Provincia Davide Gilardino e dal consigliere regionale Carlo Riva Vercellotti, ha presentato il Piano A.L.Fa. – Accordo Lavoro Famiglia, una misura che traduce in azione concreta una scelta politica precisa: rafforzare l’occupazione femminile, sostenere le famiglie e accompagnare le imprese che investono sul capitale umano.
Con una dotazione complessiva di 17 milioni di euro, la Regione mette in campo un piano strutturato di welfare aziendale e conciliazione che parla direttamente ai territori come il Vercellese dove nelle varie aziende del territorio l’organizzazione dei turni, i carichi di cura e le distanze incidono in modo concreto sulla possibilità di lavorare, soprattutto per le donne.
«Con il Piano A.L.Fa. la Regione Piemonte compie una scelta politica chiara: mettiamo in campo risorse vere per rimuovere ostacoli concreti che troppo spesso costringono le donne a scegliere tra lavoro e famiglia. Nel Vercellese, territorio con un’economia fortemente legata all’agricoltura e all’industria, il welfare aziendale può e deve diventare una leva strategica di competitività, per migliorare l’attrattività delle imprese e favorire così lo sviluppo del territorio, offrendo quel dinamismo che permette di migliorare gli indicatori di benessere e superare alcuni limiti infrastrutturali», dichiara Elena Chiorino, vicepresidente e assessore al Lavoro e Welfare aziendale della Regione Piemonte.
Il Piano si articola su due strumenti principali:
– Il primo riguarda i piani di welfare aziendale, con un bando da 8 milioni di euro aperto lo scorso 27 febbraio e rivolto alle imprese anche in forma aggregata, in collaborazione con associazioni di categoria ed enti bilaterali. Le aziende potranno attivare servizi concreti di smart working, sostegno alle rette scolastiche, nidi e servizi per l’infanzia, assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti, mobilità sostenibile e sanità integrativa. Misure pensate per rafforzare la responsabilità sociale d’impresa e rendere le aziende più attrattive, moderne e capaci di trattenere competenze.
– Il secondo strumento sono i voucher di conciliazione per le donne, finanziati con 8,5 milioni di euro: fino a 6.000 euro a beneficiaria per sostenere servizi di cura, educazione e assistenza, senza burocrazia, senza anticipo e con una gestione semplificata. I voucher sono rivolti sia alle donne occupate sia a quelle disoccupate, con l’obiettivo di favorire la permanenza e il rientro nel mercato del lavoro, anche attraverso il collegamento con le politiche attive.








