Vercelli, il convegno del 120esimo anniversario delle otto ore in risaia

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Il Sindaco di Vercelli, Roberto Scheda, ha partecipato al convegno «120 anni fa, le mondine di Vercelli
conquistarono le 8 ore» organizzato dalla Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori. 
Durante il suo intervento, il primo cittadino ha citato la targa presente nei portici
del Municipio dove si sottolinea il «risultato che deve essere consegnato al
coraggio delle mondariso vercellesi ed a un uomo di sorprendente
lungimiranza, l’avvocato Modesto Cugnolio». Poi ha ricordato come «tra la fine
dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, migliaia di donne piegate nell’acqua per
ore e ore affrontavano giornate interminabili: 10, 12, anche 14 ore di
lavoro. Da quella condizione di fatica, è nata la nuova coscienza. Non una
rivolta cieca, attenzione. È  scaturita la rivendicazione di civiltà: il diritto a 8
ore di lavoro». Il Sindaco ha dunque sottolineato come sia stato «un momento di
emancipazione collettiva. È stata l’affermazione del principio che noi, oggi,
consideriamo naturale ma che 120 anni fa era rivoluzionario: la vita dell’essere
umano, cioè, non può essere consumata interamente dal lavoro». 
Parlando al pubblico, presente nella sala dell’Arcivescovado, Scheda ha
evidenziato come «le mondine sono le nostre eroine civili. Eroine non perché
hanno compiuto gesti clamorosi o perché la Storia abbia riservato loro
monumenti trionfali. Sono eroine  perché hanno compiuto qualcosa di ancora
più grande: hanno trasformato una condizione  di sfruttamento in una
battaglia di civiltà. La conquista delle 8 ore di lavoro nelle risaie non riguarda
soltanto il passato di Vercelli. Riguarda infatti il presente dell’Italia. Perché
ogni diritto del lavoro che, oggi, difendiamo, affonda le radici anche in quella
stagione di lotte».  
Infine il Sindaco ha detto come «a quelle donne, a quelle lavoratrici, a quelle
madri e figlie che hanno piegato la schiena nell’acqua ma non hanno piegato la
testa davanti all’ingiustizia, noi oggi rendiamo onore e, se fossimo in un teatro
al termine di una meravigliosa opera, dovremmo anche alzarci in piedi e
dedicare un lunghissimo applauso. Le mondine non sono infatti solo la
memoria del passato. Sono la parte viva della nostra identità».