Vercelli, il Sant’Andrea all’avanguardia per le ablazioni cardiache
Iniziate all’ospedale di Vercelli le prime procedure di ablazione con il sistema di
mappaggio e ablazione Affera, un metodo “rivoluzionario” sicuro, efficace e altamente
tecnologico, che pone la Cardiologia vercellese all’avanguardia in Italia per la gestione di
pazienti con aritmie cardiache come la Fibrillazione Atriale e le Tachicardie
Sopraventicolari, patologie che colpiscono oltre un milione di persone. Il sistema, il primo
del territorio piemontese, offre la possibilità di effettuare mappaggi ad alta densità (HD) e
di erogare energia sia in radiofrequenza, sia a campo pulsato.
La fibrillazione atriale è una delle aritmie cardiache più comuni e rappresenta una sfida
significativa per la salute pubblica. Si stima che la prevalenza nel nostro Paese sia di circa
il 2% nella popolazione generale, con una maggiore incidenza tra gli anziani. Tala
prevalenza può infatti superare il 10% nelle persone di età superiore ai 75 anni. Si stima
che ogni anno ci siano circa 120mila casi, e questo disturbo del ritmo cardiaco è associato
a un aumento del rischio di ictus, insufficienza cardiaca e mortalità, rendendo
fondamentale l’adozione di questa procedura.
«Siamo orgogliosi di offrire trattamenti efficaci e innovativi –afferma il Direttore Generale
Marco Ricci- mettendo a disposizione dei pazienti e degli operatori una strumentazione
avanzata per la cura delle aritmie cardiache. La possibilità di accedere ai sistemi di ultima
generazione gioca un ruolo fondamentale per medici e pazienti. Per anni abbiamo trattato
efficacemente i pazienti con i tradizionali sistemi di ablazione termica, e da oggi offriamo
soluzioni tecnologiche più avanzate opzioni terapeutiche più efficienti». Il dottor
Francesco Rametta, direttore della Struttura Complessa Cardiologia, spiega che «gli
attuali standard di trattamento e i relativi limiti tecnologici vengono superati oggi dal nuovo
sistema integrato. Questo metodo consente di aumentare l’efficienza delle procedure di
ablazione cardiache eliminando la necessità di effettuare scambi tra cateteri diagnostici e
terapeutici, ottimizzando la procedura di ablazione e rendendola più sicura per i pazienti».








