Gian Carlo Locarni lascia la Lega ed entra in Futuro Nazionale

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“Finalmente abbiamo trovato un punto di riferimento per aderire al movimento di Vannacci’. Questa frase negli ultimi giorni Gian Carlo Locarni l’ha sentita decine di volte. Moltissime sono state le chiamate a Locarni, già segretario della Lega e consigliere comunale di Vercelli, dopo la sua fuoruscita dal Carroccio e l’adesione a Futuro Nazionale il partito fondato dal generale Roberto Vannacci uscito anch’egli dalla Lega, dove era vice segretario.

“Ho rassegnato le dimissioni dal partito comunicandole al segretario di Vercelli, Daniele Baglione, e a quello piemontese Riccardo Molinari per il quale la mia stima è rimasta immutata. Il tutto è avvenuto senza alcun patema d’animo”.

Locani ha poi indirizzato una lunga lettera aperta agli amici della Lega con i quali ha trascorso un lungo periodo di militanza che pubblichiamo integralmente:

Lettera aperta al termine di oltre vent’anni nella Lega.

Cari amici, compagni di strada, dirigenti e militanti della Lega, dopo una militanza lunga, intensa e appassionata durata più di vent’anni, oggi mi trovo a comunicarvi, con il cuore pesante ma con la coscienza serena, la mia decisione di lasciare il partito al quale ho dedicato fino ad oggi la mia vita politica. È una scelta sofferta, maturata lentamente e con grande riflessione, che non nasce da rancore né da improvvisi cambiamenti d’umore, ma da una profonda e sempre più convinta idea di un approccio diverso. In questi due decenni ho condiviso con voi battaglie, vittorie, sconfitte, sezioni di periferia, gazebo sotto la pioggia, cene di tesseramento, manifestazioni, congressi e notti insonni spese a discutere del futuro del nostro Paese. Ho conosciuto persone straordinarie: militanti umili e generosi, amministratori locali capaci, dirigenti che hanno sacrificato tempo e famiglia per un ideale. A tutti loro – dal semplice iscritto di paese al vertice nazionale – voglio dire grazie di vero cuore. Un pensiero particolare va a due grandi persone che ci guardano da lassù: Gianluca Buonanno e Roberto Maroni. Con loro ho condiviso momenti indimenticabili di passione politica autentica, di schiettezza e di amore per la nostra gente. Il loro esempio continua a guidarmi, anche oggi. Grazie a Matteo Salvini per avermi dato fiducia in tanti momenti difficili, per la passione che ha saputo trasmettere e per aver tenuto alta la bandiera della sovranità in anni in cui sembrava quasi un reato parlarne. Grazie ai segretari provinciali e regionali di ieri e di oggi, che mi hanno accolto e fatto crescere. Grazie soprattutto ai tantissimi militanti anonimi che, con il loro impegno quotidiano e silenzioso, hanno reso possibile ciò che la Lega è stata per milioni di italiani. Non rinnego nulla di quanto abbiamo fatto insieme, anzi ne vado fiero. Molto di ciò che ho imparato, lo porterò sempre con me. Eppure, oggi sento che la mia idea di politica, di identità nazionale, di sovranità vera, di difesa senza compromessi dei valori tradizionali e della libertà di pensiero, trova una rappresentazione più piena, più coerente e più coraggiosa nel percorso che il Generale Roberto Vannacci sta costruendo. Non si tratta di inseguire una moda o un personaggio: è una questione di evoluzione di pensiero. Vedo nel Generale una volontà ferrea di non scendere a compromessi su temi che per me sono irrinunciabili:

• la difesa integrale dell’identità italiana e della famiglia naturale,

• il rifiuto netto del pensiero unico e del politicamente corretto,

• una visione della politica estera indipendente e sovrana, lontana da sudditanze atlantiste automatiche,

• il coraggio di dire cose scomode anche quando tutti tacciono o si nascondono dietro prudenti equilibrismi.

Credo che il nostro Paese abbia bisogno oggi di una destra più radicale sui principi, meno incline a mediazioni al ribasso, più disposta a parlare chiaro al proprio popolo senza paura di perdere like o interviste compiacenti. È per questa ragione che ho scelto di seguire il Generale Vannacci nel suo nuovo percorso politico, qualunque forma esso prenderà nei prossimi mesi: che sia il rafforzamento di quanto già in essere, un progetto autonomo più ampio o un’evoluzione ancora da definire. Lo faccio con la convinzione che sia il modo più coerente, in questo momento storico, di continuare a battersi per gli stessi ideali che mi hanno portato a iscrivermi alla Lega tanti anni fa. Non è un addio rancoroso e sicuramente senza acredine alcuna. È un arrivederci a testa alta, da persone che hanno condiviso un lungo pezzo di strada e che ora, per onestà intellettuale, scelgono sentieri diversi.

Ai miei vecchi compagni di militanza auguro di cuore che la Lega ritrovi la forza, la chiarezza e l’anima popolare che l’hanno resa grande. A chi invece si riconosce nelle parole e nella visione del Generale, dico: ci vediamo presto, c’è ancora tanto da fare per l’Italia che amiamo. Con stima e riconoscenza infinita per gli oltre vent’anni passati insieme.