Vercelli, primo evento in Piemonte per l’800esimo della dipartita di San Francesco

Visite: 152
Tempo di lettura:2 Minuti

Vercelli oggi si prende una piccola grande
rivincita sulla geografia e una grande responsabilità sulla Storia. Vercellae
Hospitales, che si terrà dal 10 al 19 aprile 2026, è infatti la 1ª
rievocazione in Piemonte a ottenere il patrocinio ufficiale del
Comitato Nazionale per la celebrazione dell’Ottavo centenario
della morte di San Francesco d’Assisi.
Non è una medaglia da appuntarsi al petto. È un sigillo. È il riconoscimento
che questa non è una festa in costume, è il progetto culturale capace di
parlare il linguaggio della Storia e quello, molto più difficile, del presente.
Un patrocinio che porta Vercellae Hospitales fuori dai confini del Piemonte
e la iscrive a pieno titolo nel calendario di tutta Italia delle celebrazioni
francescane del 2026, dando così lustro, autorevolezza e visibilità a chi
ha scelto di non essere folklore, ma racconto.
Perché oggi la differenza, nella comunicazione come nella Cultura, la fa una
cosa sola: raccontare una storia che le persone sentano come
propria. Ed è esattamente questo che la città sta facendo. Guardando la
nuova edizione di Vercellae Hospitales una cosa è chiara: non si sta
organizzando un evento. Si sta costruendo un posizionamento.
Nel 2026, a 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, Vercelli
propone una visione netta e coraggiosa: celebrare una delle figure più
universali della storia dell’intera Europa. Come? Tramite il bene che più di
ogni altro ha fondato, custodito e trasmesso la civiltà d’Occidente: il libro.
Non una commemorazione rituale, bensì piattaforma culturale ad alto
valore, capace di tenere insieme patrimonio, ricerca, divulgazione e
partecipazione pubblica. Un progetto pensato per avere impatto oggi e
lasciare eredità domani.
Un pilastro è la Fiera del Libro Medievale, prestigioso spin-
off del Salone Internazionale del Libro di Torino, che trova a Vercelli
la sua sede naturale. Qui il Medioevo non si racconta: si vive. Arca diventa
un hub nazionale di riflessione alta e accessibile, dove antiquari di rilievo e
librerie del territorio dialogano in uno spazio tematico unico, mentre il

Salone del Libro cura un ciclo di incontri con studiosi e autori di primo
piano. Il risultato è semplice e raro: il tempo di San Francesco diventa
autorevole, comprensibile, contemporaneo.
Dal 10 aprile al 3 maggio, lo stesso spazio ospiterà la mostra un altro
pilastro di Vercellae Hospitales : “…E bene predicò: la forza dei
francescani in Vercelli. Ipotesi di ricerca”. Non una vetrina di carte
ingiallite, un viaggio dentro le radici dell’identità vercellese. Una mostra che
non si limita a dire cosa è successo, spiega perché è successo e che
conseguenze ha avuto sulla città, sulle istituzioni, sulle persone. I
francescani non sono stati comparse nella nostra storia: ne sono stati
protagonisti.
Libri rari, manoscritti, fonti originali provenienti da archivi e biblioteche di
assoluto prestigio, come quella di Assisi, costruiranno l’articolato percorso
in quattro sezioni. Il primo: San Francesco raccontato dai vercellesi del
‘600; i francescani che hanno lasciato il segno; le radici intellettuali del
francescanesimo e infine il rapporto tra fede, politica e comunità. Un
patrimonio che dimostra quanto Vercelli sia custode di una Storia che non è
provinciale, ma nazionale e internazionale.
L’ingresso sarà gratuito perché la Cultura non è un privilegio: è
un bene comune. Ed è anche per questo che questa mostra non è solo da
visitare, ma da raccontare e condividere. Perché, a volte, per capire dove
stiamo andando, basta fermarsi ad ascoltare chi — 800 anni fa — bene
predicò.