Vercelli, 1000 parcheggio gratuiti per Risò

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La città si prepara ad accogliere cittadini, turisti, operatori e
visitatori in occasione della 2ª edizione di Risò – Festival Internazionale del Riso, in
programma da venerdì 11 a domenica 13 settembre, con un sistema di parcheggi che
rappresenta uno dei punti di forza dell’accessibilità cittadina.
Il dato è concreto e non contestabile: circa 1.000 posti auto gratis sono disponibili a una
distanza massima di circa 10 minuti a piedi dal centro storico e dalle principali aree
interessate dalla manifestazione. Un significativo patrimonio di sosta libera per una città
delle dimensioni di Vercelli e che, durante Risò, consentirà ai turisti di lasciare l’automobile
senza costi e raggiungere in pochi minuti il cuore degli eventi.
Le principali possibilità di sosta gratuita sono distribuite tra via Birago, corso Fiume, piazza
Cesare Battisti, via Derna, parco Camana, piazza Mazzini, piazza Pajetta ed ex Caserma
Garrone in via Gioberti. A queste si aggiunge, grazie alla proficua collaborazione con
l’Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”, la disponibilità temporanea di
due aree di parcheggio interne al complesso universitario “San Giuseppe”, una con accesso da
via Gifflenga e l’altra da piazza Sant’Eusebio, entrambe a disposizione degli utenti.
L’Ateneo ha infatti confermato, proprio nelle scorse ore, la collaborazione alla riuscita di Risò
consentendo l’utilizzo delle aree, in regime di promiscuità con personale, docenti e studenti
universitari. In occasione delle giornate dell’11, 12 e 13 settembre è stato inoltre espresso
il nulla osta al prolungamento dell’accessibilità fino alle 21.
«Quando chiediamo a migliaia e migliaia di persone di venire a Vercelli, dobbiamo
anche costruire le condizioni perché possano arrivare facilmente, parcheggiare e vivere
la città – sottolinea il Sindaco, Roberto Scheda -. Risò deve essere la grande vetrina del
nostro riso ma, allo stesso tempo, la dimostrazione della nostra capacità di accogliere». Da
questo punto di vista Vercelli parte da un vantaggio importante: «Disporre di circa 1.000
parcheggi gratuiti a pochi minuti a piedi dal centro è una possibilità che poche città intorno
a noi possono offrire – rimarca l’assessore alla Viabilità, Paolo Campominosi -. Il messaggio
ai visitatori è semplice: venite a Vercelli! La città è pronta ad accogliervi».

L’accessibilità rappresenta uno degli elementi sui quali l’Amministrazione sta lavorando in
vista di una manifestazione che, dopo le oltre 70.000 presenze registrate nel Village nella 1ª
edizione, punta a consolidare la propria dimensione nazionale e internazionale. Risò porterà,
infatti, in città produttori, operatori della filiera, buyer, istituzioni, appassionati e visitatori.
Per questo l’organizzazione della mobilità e della sosta diventa parte integrante
dell’accoglienza.
«Una manifestazione internazionale non si organizza solo costruendo un grande
programma: bisogna pensare anche a come le persone arrivano, dove parcheggiano e come
raggiungono gli eventi – prosegue Campominosi -. Su questo Vercelli può presentarsi con
numeri competitivi. Circa 1.000 parcheggi gratuiti entro 10 minuti dal centro significano
accessibilità reale. E questi 1.000 parcheggi gratis, voglio ricordarlo, sono a disposizione
365 giorni all’anno, un dato che smentisce definitivamente chi continua a sostenere: “A
Vercelli non ci sono parcheggi”». In occasione di Risò, poi, ai 1.000 stalli gratuiti si aggiunge,
come detto, la disponibilità concessa dall’Università del Piemonte Orientale “Amedeo
Avogadro” «che ringraziamo per la collaborazione importante e concreta» aggiunge
Campominosi. Per chi sceglierà gli stalli a pagamento, la città mantiene la tariffa
contenuta: 1,30 euro all’ora, inferiore a quella applicata in diverse città piemontesi vicine.
Le temporanee modifiche alla viabilità e alla sosta necessarie per gli allestimenti di Risò sono
state predisposte per garantire la sicurezza e il regolare svolgimento della manifestazione.
L’obiettivo è accompagnarle con un’offerta alternativa di parcheggi ampia da limitare i disagi
per residenti e visitatori.
«Una città aperta, dunque, non soltanto negli eventi che propone, ma nel modo in cui
permette di viverli» concludono Scheda e Campominosi.